
Immaginiamo che un comune debba rifare una scuola. Può intervenire con manutenzione straordinaria, ristrutturarla in profondità oppure demolirla e ricostruirla. Tre strade molto diverse per costi, tempi e impatto sulla comunità. Fino a pochi anni fa, niente obbligava a confrontarle formalmente prima di decidere.
Oggi sì. Il DOCFAP (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali) è il documento con cui il RUP confronta più scenari di investimento prima di scegliere quale realizzare e, con il nuovo codice dei contratti pubblici, il confronto diventa un passaggio obbligato per una quota crescente di opere (e consigliato, comunque, per le altre).
Il DOCFAP è il documento che mette a confronto le alternative progettuali di un investimento pubblico prima dell'avvio della fase di progettazione tecnica: una nuova tappa preliminare al PFTE che irrobustisce il percorso decisionale sulle scelte di spesa pubblica.
Per il RUP (Responsabile Unico di Progetto) non rappresenta soltanto un ulteriore adempimento: è il momento in cui una decisione di investimento viene motivata e resa sostenibile nel tempo. Il DOCFAP sposta infatti l'attenzione dalla sola progettazione tecnica alla qualità delle decisioni, richiedendo che ogni intervento – su scuole, viabilità, impianti o edifici pubblici – sia valutato sulla base di criteri oggettivi, con motivazioni chiare, risultati misurabili e un collegamento esplicito agli impatti sulla comunità e sul bilancio dell'ente.
Il cambiamento è più profondo di quanto possa sembrare. In molte amministrazioni il processo seguiva una logica informale: prima si decideva, poi si documentava. Con il DOCFAP questo approccio si ribalta: la documentazione accompagna il processo decisionale fin dalle sue fasi iniziali. Ed è proprio in questo passaggio che emergono le principali difficoltà operative, comunque risolvibili con opportuni strumenti.
Rispetto alle sette sezioni (a–g) previste dall'articolo 2, comma 4 dell'Allegato I.7 del D.Lgs. 36/2023, le maggiori difficoltà nella redazione del DOCFAP si concentrano nelle sezioni centrali: quelle dedicate a costi, benefici, rischi e confronto tra alternative, che richiedono indicatori come VAN (Valore Attuale Netto), TIR (Tasso Interno di Rendimento), rapporto C/B (Costi/Benefici) e analisi di sensitività.
A questo proposito, abbiamo riscontrato che, soprattutto nei Comuni meno strutturati, cinque criticità ricorrono più spesso:

Per questo il DOCFAP è oggi uno dei punti più delicati del ciclo degli investimenti pubblici, ma anche quello che può offrire il maggior ritorno in termini di trasparenza e accountability.
Come affrontare le criticità di redazione del DOCFAP?
È in arrivo una nuova generazione di piattaforme per la gestione della spesa pubblica: la metodologia di confronto - analisi costi-benefici, analisi di rischio, confronto multi-criteria - è integrata direttamente nel modulo DOCFAP, così il funzionario non deve saperla impostare da zero.
Tra i vantaggi: i benchmark di costo arrivano già aggregati da fonti pubbliche; stessa cosa per i dati di contesto; il passaggio dal DOCFAP al PFTE avviene senza reinserire nulla a mano.
È la direzione su cui lavora anche OpenEconomics con Civiqa: un modulo dedicato al DOCFAP guiderà il funzionario lungo le sette sezioni richieste, dalla stima dei costi alla motivazione finale. Lo vedremo in dettaglio in un prossimo articolo.
Cos'è il DOCFAP?
Il DOCFAP (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali) è il documento con cui il
RUP confronta più opzioni di investimento pubblico - costi, benefici e rischi di ciascuna - prima di scegliere quale realizzare. È disciplinato dall'Allegato I.7 del D.Lgs. 36/2023.
Chi redige il DOCFAP?
Il DOCFAP è redatto sotto la responsabilità del RUP (Responsabile Unico di Progetto),
che può avvalersi di supporto tecnico interno o esterno per le analisi economiche e di
rischio richieste dalle sette sezioni obbligatorie del documento.
Quando è obbligatorio il DOCFAP?
Il DOCFAP è obbligatorio per i lavori sopra soglia comunitaria (5.538.000 euro) quando
esistono più alternative tecniche o localizzative praticabili. È facoltativo tra 150.000 euro e
la soglia comunitaria, e non richiesto per forniture, servizi e manutenzione ordinaria - ma
resta raccomandato anche fuori dai casi obbligatori.
Perché è opportuno redigere il DOCFAP anche quando non è obbligatorio?
Redigere il DOCFAP conviene perché rende la scelta di investimento difendibile davanti alla Corte dei conti e agli audit, rende visibili i costi di lungo periodo (CAPEX e OPEX), rafforza le candidature ai fondi europei e nazionali e assicura continuità ai cambi di mandato: trasforma la decisione da opinione in evidenza sostenibile.