7/7/2026
Economia, energia e mobilità

Come l'Italia accoglie (turisti) e smaltisce (rifiuti)

I flussi turistici ridisegnano la pressione sui sistemi di raccolta. Ma il turismo da solo non spiega tutto

Quanto pesano davvero sui rifiuti italiani gli oltre 139 milioni di turisti? La risposta è meno ovvia di quanto sembri.

Ogni anno, decine di milioni di visitatori attraversano l'Italia. Secondo l’ISTAT, nel 2024 c’è stato un vero e proprio record di 139,6 milioni di arrivi. I turisti affollano piazze, percorrono sentieri, animano ristoranti e alberghi e poi ripartono. Si portano a casa i ricordi delle loro vacanze e, in cambio, contribuiscono in modo importante alla ricchezza del nostro Paese, concorrendo, secondo i dati ENIT, per il 10,8% al PIL nazionale. Ovviamente milioni di persone consumano risorse e producono anche rifiuti. Ma quali sono gli effetti dell'intensità dei flussi turistici sulla produzione di rifiuti nei comuni italiani? E come si comporta, in questo quadro, la raccolta differenziata?

Il peso invisibile dei visitatori


Il primo modo per misurare questo impatto è guardare a quanto il turismo “pesa” sui rifiuti urbani. Secondo gli indicatori ambientali di ISPRA, nel 2023 i rifiuti attribuibili ai flussi turistici ammontano in media a 15,7 kg per abitante equivalente, in aumento rispetto all’anno precedente. Con abitante equivalente si intende un indicatore che somma ai residenti le presenze turistiche, convertendole in “abitanti aggiuntivi” su base annua: un turista che trascorre dieci giorni in un comune vale, ai fini del calcolo, come 10/365 di residente. Per arrivare a questo valore, l’istituto non considera solo i pernottamenti nelle strutture ricettive ufficiali, ma include anche seconde case, soggiorni presso amici e parenti ed escursioni giornaliere. In questo modo emerge il contributo “invisibile” di chi non risulta tra i residenti ma utilizza comunque spazi pubblici, servizi e infrastrutture locali, contribuendo alla produzione di rifiuti come se fosse, a tutti gli effetti, un abitante in più.

Turismo e rifiuti in Italia: i numeri chiave

Dove pesa di più il turismo sui rifiuti?

La domanda successiva è come questo impatto si distribuisca nei diversi contesti comunali. Non tutti i territori partono dalle stesse condizioni: un comune costiero con 10 mila residenti e 100 mila presenze turistiche annue affronta una pressione molto diversa rispetto a un borgo interno con flussi di poche migliaia di visitatori. Anche la capacità di risposta dei servizi varia: secondo i dati più recenti sui rifiuti urbani, ci sono comuni che superano i 600 kg annui di rifiuti prodotti per abitante e altri che restano sotto i 400 kg. Per cogliere queste differenze, Civiqa ha messo a confronto le presenze turistiche e i rifiuti indifferenziati per tipologia di comune, distinguendo tra poli urbani, poli intercomunali, comuni periferici e aree ultraperiferiche distribuiti in contesti interni, costieri e montani.

Poli urbani e aree ultraperiferiche: le due facce della criticità


La risposta, come spesso accade con i dati territoriali, è più complessa di quanto sembri. I numeri raccolti da ISTAT e ISPRA per il biennio più recente mostrano che i flussi turistici ridisegnano la pressione sui sistemi locali di gestione dei rifiuti, ma in modo diverso a seconda dei territori.

Correlazione tra Presenze Turistiche e Rifiuti Indifferenziati per aree interne (2020)
Passa il mouse sul grafico per esplorare i dati

La prima evidenza che emerge dall'analisi è controintuitiva. La relazione tra presenze turistiche e rifiuti indifferenziati non è lineare e non riguarda solo i grandi centri. Le criticità più significative si concentrano su due estremi della geografia italiana come poli urbani e aree ultraperiferiche distribuiti tra aree interne, costiere e montane.

Nei grandi centri la combinazione di residenti, utenti quotidiani della città e turismo genera volumi elevati di rifiuti indifferenziati: in alcune località balneari, come Rimini, nei mesi di picco si superano 77 kg di rifiuti per turista. Città come Roma, Venezia o Napoli gestiscono in alta stagione flussi di visitatori che mettono sotto pressione i servizi di raccolta.

All’estremo opposto, molti piccoli borghi ultraperiferici spesso in calo demografico e con infrastrutture minime che si trovano a gestire un turismo concentrato in poche settimane. Qui basta che le presenze turistiche annuali siano 2‑3 volte la popolazione residente per mettere in difficoltà il sistema di raccolta. Nel 2026 si stimano oltre 21,3 milioni di arrivi nei comuni sotto i cinquemila abitanti, un volume che rende evidente quanto la capacità organizzativa conti almeno quanto il numero dei turisti.

Una mappa che ridisegna il Nord–Sud

Incrocio tra Intensità Turistica e Percentuale di Raccola Differenziata
Passa il mouse sul grafico per esplorare i dati

La mappa bivariata che incrocia intensità turistica e percentuale di raccolta differenziata mostra che il divario Nord–Sud non è netto, ma resta evidente. Nel 2024 la raccolta differenziata ha raggiunto in media il 67,7% a livello nazionale, con il Nord al 74,2%, il Centro al 63,2% e il Sud al 60,2%. Nel quadrante più virtuoso, alta presenza turistica e alta differenziata, si concentra gran parte del Nord,Est (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia), dove alcune regioni superano stabilmente il 75–78%. All’opposto, molte aree costiere e insulari del Mezzogiorno si collocano nel quadrante critico, con alta pressione turistica ma percentuali di raccolta differenziata che raramente superano il 55–60%, segno che il problema non è il turismo in sé, ma la fragilità delle infrastrutture che dovrebbero sostenerlo.

La trappola costiera (e alpina)



Un caso critico è quello dei comuni High Tourism - Low Recycling, cioè alta pressione turistica e bassa raccolta differenziata. Nella mappa si concentrano soprattutto lungo le coste meridionali e nelle isole, con l’eccezione parziale della Sardegna, ma la stessa combinazione compare anche in alcune aree alpine del Nord. A contare non è solo la latitudine, ma la struttura stagionale dei flussi: i comuni che concentrano la maggior parte dei turisti in poche settimane devono gestire picchi di rifiuti in tempi molto brevi. In questo senso una stazione sciistica dell’arco alpino e un comune balneare della Calabria condividono lo stesso problema: un sistema di raccolta dimensionato sui residenti che deve improvvisamente espandersi per rispondere a una domanda stagionale difficile da pianificare.

Territorio, infrastrutture e governance: le vere variabili


I dati portano a una conclusione chiara: affrontare i rifiuti nei comuni turistici significa affrontare, prima di tutto, la governance territoriale. La raccolta differenziata ha raggiunto in media il 67,7% nel 2024, con il Nord al 74,2%, il Centro al 63,2% e il Sud al 60,2%. Ma queste medie nascondono scarti enormi tra territori e non tengono conto della variabile turistica: un comune che differenzia bene a gennaio può entrare in crisi ad agosto. La sfida per le amministrazioni locali non è solo aumentare le percentuali, ma costruire sistemi di raccolta flessibili, resilienti e proporzionati alla reale pressione che combinazione di residenti e turisti genera sul territorio.

Una lettura per chi governa


Per i sindaci, gli assessori all'ambiente e i responsabili dei servizi pubblici locali, questi dati offrono un punto di partenza operativo. I comuni ad alta intensità turistica dovrebbero poter accedere a strumenti di finanziamento dedicati alla gestione stagionale dei rifiuti. I borghi delle aree interne, spesso privi di economie di scala, andrebbero sostenuti con modelli di gestione associata. E i territori del Mezzogiorno costiero — quelli che mostrano la combinazione più critica — hanno bisogno non di mere campagne di sensibilizzazione, ma di investimenti strutturali che rendano possibile differenziare anche quando arrivano i turisti.

Il turismo è una risorsa. Ma ogni risorsa ha un costo. Renderlo visibile — nei dati, nelle politiche, nei bilanci comunali — è il primo passo per governarlo davvero.

Raccolta differenziata
Transizione ecologica
Economia circolare
Gestione dei rifiuti
Rifiuti indifferenziati
Flussi turistici
Turismo sostenibile
Servizi pubblici locali
Pubblica Amministrazione
Indicatori territoriali
Decisioni pubbliche basate sui dati
Analisi socioeconomica

Nell’attesa…

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